Le notizie sui camion autonomi danno spesso l'impressione di una rivoluzione che arriverà da un giorno all'altro; la realtà sul campo è invece un'evoluzione graduale. Le classificazioni internazionali suddividono l'automazione della guida in gradini che vanno dalla guida senza supporto fino al livello in cui l'uomo esce completamente di scena, e ogni gradino si costruisce sull'hardware di quello precedente.
Dove siamo oggi?
Nei veicoli pesanti moderni, assistente di frenata d'emergenza, cruise control adattivo e sistemi di mantenimento di corsia sono ormai equipaggiamento diffuso. Questi sistemi non sostituiscono il conducente; ma con sensori di percezione, infrastruttura frenante elettronica e software decisionali portano sul veicolo tutti i mattoni dell'autonomia. Al gradino successivo questi componenti iniziano ad assumere la guida in ambienti definiti come l'autostrada; il conducente si ritira nel ruolo di supervisore.
Le pietre miliari della transizione
- Standardizzazione dei sistemi di assistenza a livello di flotta e disciplina di raccolta dati
- Maturazione della manovra senza conducente nelle operazioni di piazzale chiuso e terminal
- Marcia autonoma supervisionata sulle tratte autostradali e progetti pilota hub-to-hub
- Normativa, assicurazione e infrastruttura che consentono l'autonomia completa in corridoi definiti
Il semirimorchio è protagonista a ogni gradino di questa scala: risposta dei freni, infrastruttura sensoristica e qualità dei dati sono condizione preliminare per passare al gradino successivo. Per il responsabile di flotta la strategia intelligente non è aspettare la rivoluzione, ma assicurarsi che ogni veicolo acquistato oggi arrivi con l'equipaggiamento in grado di supportare il gradino successivo.