La decisione sul materiale del telaio di un semirimorchio plasma l'intera vita economica del veicolo. Gli acciai ad alta resistenza e antiusura e le leghe di alluminio sono i due poli principali di questa decisione; la risposta giusta cambia in base al carico trasportato e al profilo operativo.
Dove l'acciaio è più forte
Gli acciai antiusura, grazie all'elevata durezza, sono imbattibili nelle applicazioni con contatto abrasivo intenso come macerie, materiale da scavo e carichi minerari. L'alto limite di snervamento garantisce la stessa resistenza con sezioni più sottili, offrendo un notevole guadagno di peso rispetto all'acciaio strutturale classico. Anche la saldabilità e la diffusione dell'infrastruttura di riparazione danno fiducia sul fronte delle flotte.
Dove l'alluminio è più forte
L'alluminio, con la sua bassa densità, è lo standard per i corpi di cisterne e silo dove si cerca la leggerezza assoluta; grazie alla resistenza alla corrosione può essere usato non verniciato e conserva un alto valore di recupero. Per contro, il basso modulo elastico rende più critico il controllo delle frecce, mentre il comportamento a fatica rende la progettazione dei dettagli di giunzione più delicata rispetto all'acciaio.
Criteri di decisione
- Se c'è contatto con carichi abrasivi: acciaio antiusura
- Se la priorità è leggerezza e corrosione: alluminio o struttura ibrida
- Nelle zone dove si concentrano i carichi puntuali: rinforzo in acciaio ad alta resistenza
- Costo totale di possesso: carburante, manutenzione e usato vanno calcolati insieme
La moderna ingegneria dei semirimorchi, più che far gareggiare i due materiali, converge spesso su soluzioni ibride che impiegano ciascuno nella zona in cui è più forte.