Il polimero rinforzato con fibra di carbonio (CFRP), pur essendo molte volte più leggero dell'acciaio, offre una resistenza specifica superiore. La quota di questo materiale — ormai standard in aeronautica e nel motorsport — nella costruzione di semirimorchi resta però limitata; il motivo non è tecnico, è economico.
L'equazione dei costi
Il costo di materia prima e produzione del CFRP è decine di volte quello dell'acciaio strutturale. Questo divario si colma solo negli scenari in cui ogni chilogrammo guadagnato genera ricavi elevati: operazioni con cisterne che lavorano al limite di massa, linee dove la bassa tara si traduce direttamente in ricavi per viaggio, o flotte che calcolano il costo totale di possesso sul lungo periodo.
Uso razionale: l'approccio ibrido
- Nei longheroni principali del telaio resta l'acciaio ad alta resistenza
- Il CFRP viene impiegato come rinforzo locale nelle zone critiche ad alta sollecitazione di flessione
- Nei pannelli della cassa e nei portelli, il mix fibra di vetro-carbonio stabilisce l'equilibrio economico
- Nella produzione in serie, la pultrusione e i metodi alternativi al prepreg riducono i costi
Risposta breve: oggi un semirimorchio interamente in carbonio non è economico; ma i progetti ibridi, in cui il carbonio è impiegato in modo chirurgico nel punto in cui rende di più, rispondono positivamente allo stesso tempo alla domanda sulle prestazioni e a quella sui costi.