Il modello lineare classico era semplice: produrre, usare, rottamare. L'economia circolare chiude questa catena: il veicolo che ha esaurito la propria vita economica viene smontato, i componenti di valore vengono avviati alla rifabbricazione, il materiale viene recuperato e il ciclo ricomincia. Il veicolo pesante, che contiene tonnellate di acciaio, alluminio e componenti qualificati, è una delle aree di applicazione più efficienti di questo modello.
Tre anelli: smontaggio, rifabbricazione, recupero
Lo smontaggio sistematico tratta il veicolo non come un cumulo di rottami ma come una libreria di componenti: assali, componenti frenanti, elementi di sospensione vengono separati e classificati in base alle condizioni. La rifabbricazione (remanufacturing) riporta i componenti idonei allo stato di zero in condizioni di fabbrica. La massa restante viene invece recuperata per materiale; acciaio e alluminio si trasformano in nuovi prodotti senza perdita di proprietà. Gli studi accademici sul settore dimostrano che questa catena produce ritorno non solo ambientale, ma direttamente economico.
La lezione che torna al tavolo di progettazione
- Collegamenti imbullonati e modulari sono preferiti a strutture incollate e miste
- La varietà di materiali viene ridotta; moduli monomateriale facilitano la separazione
- I dati di identità e storia dei componenti sono la base della decisione sulla seconda vita
- La guida allo smontaggio è ormai parte della documentazione di prodotto
Il veicolo smontabile è il veicolo che conserva il proprio valore; anche la progettazione circolare non è un costo, ma un investimento nel valore di fine vita del veicolo.
Fonti
- Saidani, M., Yannou, B., Leroy, Y. & Cluzel, F. (2020). Dismantling, remanufacturing and recovering heavy vehicles in a circular economy. Resources, Conservation and Recycling, 156, 104684. DOI: 10.1016/j.resconrec.2020.104684